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domenica 10 febbraio 2013

La decadenza del calcio. I soldi, il male.

A cura di Danilo Serra

Verum est, dicevano i latini. “Pecunia non olet”, il denaro non puzza. Era questo uno dei motti vincenti dell’imperatore Vespasiano che, vox populi, usava ripetere spesso al giovine figlio Tito.

“Lodati siano i soldi, i beneamati soldi”, cantava invece Betty Curtis nel lontano 1961. “Chi ha tanti soldi vive come un pascià”. Perdonatemi la poca eleganza e la banalità del mio  immediato scrivere, ma i soldi, i troppi soldi, hanno davvero rovinato questo pianeta, il migliore dei mondi possibili, per dirla alla Leibniz. Ma, dopo tutto, una loro suprema importanza devono pur averla. Stai a vedere che l’errore sta nel considerare il denaro un fine e non un mezzo per raggiungere la felicità? 
Aristotele imperat et docet.

Il calcio, questo calcio malato e impossessato, non ha più nulla da spartire con la Poesia, la pura e seducente Poesia.
Come possiamo cercare di istaurare un collegamento ideale tra due sfere così evidentemente separate? Come possiamo minimamente pensare a riabilitare questo stupido calcio che, proprio come la politica, ha perso tutto ciò che non doveva permettersi di perdere. Stiamo assistendo ad un decadimento logorante che ci indirizzerà lentamente verso l’umiliante tugurio della vergogna e dello squallore. Lì dove l’Anima sarà costretta a bruciare. Lì dove l’Intelletto non riuscirà più a percepire.

Cosa è rimasto di ciò che un tempo veniva elogiato come lo sport più amato e praticato al mondo? Cosa è rimasto se non fumo e cenere, lacrime e sangue. Dove si è nascosta la Magia? In quale austero manicomio è stata crocifissa quell’irrazionale Follia che paradossalmente dava un senso unico e glorioso ad uno sport all’apparenza banale, semplice, silente. Tutto morto, passato, irripetibile. Tutto immerso e abbandonato. Il Dionisiaco, citando l’inarrestabile Nietzsche, è stato violentemente stuprato e massacrato dall’Apollineo, il quale sta già rigando dritto verso un dominio aberrante ed incondizionato.
I soldi insomma. Anzi, i troppi soldi. Ecco il cancro del calcio.
“Homo sine pecunia imago mortis”, l’uomo senza denaro è immagine della morte; ma, l’uomo che approfitta, l’uomo che devasta la Magia, la Follia, il Dionisiaco, l’Anima, lo Spirito, è degno di essere sconfinato e cancellato dalla più perfida e mitologica creatura.
“I soldi sono come il letame. Se lo spargete in giro fa bene. Se ne fate un mucchio in un posto solo, puzza”. Onore a Francis Bacon.

Danilo Serra

3 commenti:

Anonimo ha detto...

bell'articolo.
Ora su sky Altobelli diceva che nel 1982 ai mondiali spagnoli la moglie era a casa, in italia, a festeggiare sulle auto colorate d'azzurro. Oggi invece la competizione e' per le mogli un obiettivo di moda, di passerella.
Ecco un altro esempio del calcio "ricco" e moderno.

NAPOLI

FilosoGol ha detto...

Esempio davvero azzeccato. E' un calcio troppo razionale...

Matti da Dribblare ha detto...

Ragazzi siete molto bravi, ci lasciate un contatto con il quale vi possiamo contattare?

Ci avete contattato sia su spreaker, che sul blog, ma non riusciamo mai a parlare. Mi piacerebbe che le nostre pagine/blog collaborassero.

Un mix di pazzia e filosofia.

Non tutti i pazzi sono filosofi, ma non tutti i filosofi sono pazzi. ;)

« È assurdo avere una regola severa e fissa a proposito di ciò che uno deve o non deve leggere. Più della metà della cultura moderna dipende da ciò che uno non può leggere ». [Oscar Wilde]